La squadra della speranza
"Con le nostre piccole esperienze di sport, diamo grande forza a chi lotta ogni giorno per la medaglia d'oro della vita" D. M. - "Credo che una frase, un pensiero, una visione sentita in un determinato momento possa cambiarti la vita" M. C. - "Se uno sogna solo è soltanto un sogno, se molti sognano assieme è l’inizio di qualcosa di nuovo. La squadra della speranza, nel suo piccolo, vuole donare un sorriso, un pensiero positivo. Donare dà un senso più compiuto alla propria vita... se anche tu ci credi e vuoi donarti…vieni con noi!" A. F. - "Nulla è difficile se ami quello che fai!" G. L. - "Non è forte colui che non cade mai ma lo è colui che dopo esser caduto si rialza e ricomincia" M. F. - "Dare vita alla materia, significa trasformarla in emozioni" L. S. - "ognuno di noi crede in qualcosa, ognuno di noi vuole un qualcosa, ognuno di noi deve sapere che tutto è possibile" L. S.
NEWS / EVENTI
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29/10/2011
Incontro alla "Scuola media Grava" di Conegliano
Non c’è due senza tre. Come gli incontri che la squadra della speranza (www.squadradellasperanza.it) ha sin qui condotto tra le scuole, l’ultima la media Brustolon di Conegliano, per diffondere agli studenti (tra le classi 2ª e 3ª ce n’erano circa 160) un messaggio di positività, il leit-motive della sua mission. Una strada lungo cui lo sport diventa metafora di vita. Vuoi arrivare al traguardo, ottenere quanto ti prefiggi, raggiungere i tuoi sogni? Mettici sacrificio, passione e impegno e ce la puoi fare. La metafora sta (anche) nel fatto che quei traguardi non devono essere necessariamente medaglie, trofei, ma valori da tenere stretti e portare avanti senza riserve. Di questo e altro ne ha parlato il maniaghese Michele Roveredo, pranoterapeuta di professione, sportivo dentro. Ultramaratoneta tutto d’un pezzo, fisico granitico ma mente ancora più forte. Quella forza che gli consente di percorrere fino a 600-700 km in dieci giorni (una delle sue spedizioni è stata da Montereale Valcellina a San Gennaro di Napoli) o di correre una maratona spingendo lei in carrozzina. “Corro per mia madre malata di Sla - ha detto Michele ai ragazzi -: con ogni mia avventura mi prefiggo di sensibilizzare l’opinione pubblica verso questa malattia, incrementando così anche la raccolta fondi per combattere contro la malattia”...

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